Un corso particolare alla Scuola Primaria Tommaseo di Ponte di Brenta e al Mondo di Granny a Padova

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Alla Scuola Primaria Tommaseo durante la drammatizzazione collettiva

Venerdì 29 e Sabato 30 gennaio ho tenuto un corso a Padova. Il titolo era una delle basi della nostra proposta “La lingua si impara quando si usa”.

Entrata a Scuola ho letto sui volti delle insegnanti la loro grande disponibilità. Clara infatti si è premurata di chiedere alla sua Dirigente Scolastica il permesso di far entrare me, la relatrice, e altre 10 corsiste in classe con i bambini.

I bimbi erano curiosi come sempre e pronti a mettersi in gioco. Ho lavorato con una classe prima, una seconda, una terza e una quarta. Quattro storie diverse, drammatizzate con loro, si sono immersi subito nella “bolla” della narrazione, partecipando, parlando, usando gesti e frasi in inglese, fin dal primo momento.

E’ la magia del “metodo Artigal”, ritmo, gesto, parola e tanta empatia con i bambini. Abbiamo subito creato una relazione, salutandoci tutti, uno alla volta e salutando le partecipanti al corso, che sedute dietro ai bambini assistevano al lavoro.

Gli aspetti positivi notati? Il coinvolgimento, l’emozione, il fatto che avessero parlato in inglese sin dal primo minuto, che in fondo si fossero dimenticati di fare “lezione”. Abbiamo chiesto ai bambini cosa avessero fatto e la risposta è stata “siamo stati birichini”. Sì perchè si erano mossi, avevano gridato per spaventare Suzy, fatto la puntura all’orsetto, mangiato la torta, mentre la mamma era fuori, lasciato sul naso di Mamma Strega un bel bitorzolo, per punirla di aver deriso la sua bambina. Poi hanno aggiunto che avevano parlato in inglese, capito le storie. Ne abbiamo fatta una anche in tedesco, per mostrare alle maestre, cosa si può fare con un metodo che funziona.

Nel pomeriggio con Giorgia, Beatrice, Erika, Manola, Giulia, Anna, Marianna, Barbara, Clara, Rita, Chiara e Alba (che è arrivata a Padova da Sulmona) abbiamo simulato tra di noi le storie. Ne abbiamo scelte due, quelle che loro avrebbero potuto portare ai loro bambini già il lunedì.

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Al Mondo di Granny le insegnanti provano l’attività con il teatrino con i personaggi attacca/stacca, che i bambini usano per narrare la storia a papà e mamma

Il sabato abbiamo proseguito la formazione al “Mondo di Granny” una struttura allegra e colorata, che Giorgia ha messo in piedi, per offrire alle famiglie e ai bambini, servizi di doposcuola, aiuto compiti, musica e anche inglese e lo ha chiamato “Il Mondo di Granny” in ricordo della sua nonna, che tra quelle mura abitava e dove lei oggi svolge con passione un lavoro che le piace.

Prese le cartelline rivolte agli allievi, le abbiamo aperte ad una ad una e abbiamo costruito insieme le varie attività della storia, quelle che servono per ripeterla, affinchè i bimbi la imparino, ma senza annoiarsi.

Tutte erano pronte e disponibili a mettersi in gioco, il gruppo e la voglia di imparare nuove tecniche didattiche hanno poi coronato la bella atmosfera a casa di Chiara, che di meglio non poteva fare che invitare 12 corsiste e una relatrice a mangiare una pasta a casa sua!  Il pomeriggio è proseguito con la visione di alcuni video, ripresi in altre classi, riflessioni pedagogico metodologiche su cosa vuol dire educare oggi.

Un aspetto interessante che ha aggiunto valore a questo corso è stato che, alcune partecipanti erano insegnanti e altre erano “libere professioniste della conoscenza” che come Giorgia e come me, amano i bambini e svolgono attività didattiche, formative ed educative con i bambini al di fuori dell’orario scolastico.

Questa unità di intenti e di obiettivi, che ha messo insieme due mondi, quello forse più ripetitivo, ma solido del posto di lavoro nella Scuola, insieme a quello forse più creativo, ma precario della libera professione, ha reso questo corso un po’ speciale, ci abbiamo visto dentro un pezzettino di mondo che cambia, e non necessariamente in peggio.

Il comune denominatore di tutte era la passione per il proprio lavoro! Grazie a tutte e speriamo a presto!

Nadia Mazzardis – Formatrice – Progetto Lingue

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